martedì 19 luglio 2011

MATISSE E CARTIER-BRESSON, FOTOGRAFIE E PITTOGRAMMI


GIOCHI  LUDICI,  "MANIGANCES" O   MESSAGGI  IN  CODICE ?

Un bel giorno del 1943 il pittore Henri Matisse ricevette, nella sua villa "Le Reve" di Vance, il celebre fotografo Henri Cartier-Bresson. Essi avevano lo stesso nome (Henri) e coltivavano le stesse passioni.

Quest'ultimo era stato raccomandato a Matisse dal critico d'arte George Bresson, che lavorava per l'editore Pierre Braun, il quale stimava la sua grande sensibilità ed abilità con cui dalla sua Laika realizzava straordinarie e vibranti fotografie dense di messaggi e di poesia.

I "reportages" di Henri Cartier-Bresson saranno infatti infinitamente preziosi per la comprensione di certe ricerche di Matisse. 

Publié par le Musée Matisse 1995

"Di tutti i mezzi di ricerca - scrisse Henri Cartier-Bresson  nella prefazione di "Image à la sauvette"- la fotografia é la sola che fissa un istante preciso".  


Preface de Dominique Szymusiak :  
"Le regard de deux artists" (pag. 2)

"Noi giochiamo con le cose che spariscono, e quando quelle sono sparite, é impossibile farle rivivere"

Detto ciò, la questione che i "due Henri" si sarebbero posti, secondo l'ipotesi di Joackinder, fu conseguentemente quella di far sparire un disegno di Matisse affinché fosse prima o poi ritrovato in modo "impossibile"?

Ciò vale a dire che al dipinto fosse sotteso un gioco per cui avesse dovuto essere ritrovato in modo improbabile e del tutto casuale?

E se così fosse, come i due Henri avrebbero congegnato il gioco "impossibile"?

Ecco il dipinto fatto sparire per gioco !

Acquarello "ANNANI"  n.1 - collezione Joackinder

Proviamo ad immaginare utilizzando un pizzico o molta fantasia, a seconda della propria attitudine.

Cosa avreste immaginato voi? Quanto a me, Joackinder, io avrei immaginato i "due Henri" intenti a realizzare non uno ma due dipinti "impossibili", del tutto identici salvo un piccolo particolare da riconoscere.

Il gioco di "scoprire la differenza" tra due immagini simili era il classico gioco pubblicato sulla "Settimana enigmistica", un gioco che piaceva a Fanfan Lapin, il leggendario coniglietto dei fumetti francesi dell'epoca il quale risolveva gli enigmi più difficili individuando i particolari che facevano la differenza tra due disegni apparentemente identici.

E per rendere ancora più "impossibile" l'esercizio di abilità, i due dipinti avrebbero dovuto essere degli acquarelli poiché é convinzione comune, oltre che di fatto, che due acquarelli apparentemente simili non possano essere mai del tutto identici per via della diversa densità della pennellata e del diverso assorbimento del pigmento sulla carta per ciascuna pennellata.  Differenza facilmente misurabile con uno strumento detto "densitometro" che consente di misurare la diversa densità del pigmento e, di conseguenza, anche il diverso indice di rifrazione del raggio luminoso e quindi di luminosità puntiforme. 

Pertanto essendo assodato che un acquarello non possa essere la copia perfetta di un altro acquarello, l'impresa di realizzare un'opera falsa sarebbe stata resa impossibile "de facto" e,  soprattutto senza alcun senso logico !


Viceversa il gioco avrebbe avuto un senso logico solo se si fosse trattato del gioco "a nascondino" che fanno tutti i ragazzi del mondo, gioco che avrebbe avuto come scopo quello di nascondere un dipinto autentico (acquarello) e di cui lasciare rintracciabile un secondo acquarello del tutto similare al primo, un indizio da pubblicare su di un libro dedicato a Matisse, in modo che si potesse sapere quale fosse il disegno di quello nascosto !

Ora, a meno che non si voglia far passare Henri Matisse ed Henri Cartier-Bresson per due ragazzi in   vena di scherzare, si dovrà essere d'accordo sul fatto che se di gioco si trattò, il gioco dovesse essere intelligente e quindi riguardare due dipinti autentici e non falsi.

Veniamo ad immaginare il tipo di gioco di Fanfan :


"Fanfan lapin".

Si é ipotizzata l'esistenza di due acquarelli che, per quanto al loro contenuto, avrebbero dovuto contenere un gioco di lettura visuale che riguardasse una storia, ovvero di un inganno indicibile perpetuato da un fatto storico, come quello ideato nel dipinto "Guerniça" da Dora Maar per Pablo Picasso?

Pertanto questi due acquarelli replicherebbero per gioco un identico "pittogramma" che Henri Cartier-Bresson avrebbe fotografato e che colui che lo avesse ritrovato occasionalmente, avrebbe dovuto risolverlo con grande abilità, dimostrando di essere uno straordinario interprete e decodificatore di messaggi segreti.  Pane per i denti di Joackinder e di "Fanfan lapin"?

Per seguire le regole del gioco, uno dei due dipinti avrebbe dovuto essere pubblicato mentre l'altro avrebbe dovuto essere tenuto nascosto per diversi anni, per poi essere immesso nuovamente sul mercato ed al fine di essere ritrovato.

Inoltre Henri Cartier-Bresson, tanto per stare anche lui al gioco e svolgere una sua parte, avrebbe dovuto fotografare e far pubblicare almeno uno dei due dipinti, ed infine, per creare una rete di indizi che conducessero il ricercatore alla soluzione del gioco, avrebbe pubblicato separatamente le fotografie dei singoli elementi costituenti i caratteri del messaggio.  

Questa pagina é stata fotografata da un raro libro, "Matisse" edito dalla Circle d'Art di Arles, utiizzando un telefono cellulare. Beneché la fotografia sia sfocata e la pagina del libro non del tutto piana,  si vede chiaramente che le barche sono dipinte come se fossero su un mare mosso !

Le barche sul mare mosso !

"ANNANI n.2" 
 Edité par Circle d'Art sur le livre "Matisse"

Il secondo disegno fu pubblicato!


La differenza é nello stato del mare!

Nel primo acquarello "ANNANI" n.1, il mare é piatto.

Nel secondo acquarello "ANNANI" n.2, il mare é mosso.

Un effetto volutamente cinematico?


Vale a dire che l'aquerello avrebbe rappresentato un "pittogramma" che sarebbe stato descritto con una serie di diversi caratteri come:

- dei colombi, 
- dei visi, 
- dei volti, 
- delle vele,
- delle barche 

ed infine, per completare il "pittogramma", Matisse avrebbe ideato due quadrati alla base del disegno, contenenti delle immagini, ovvero due "carré" in cui:

-  nel primo quadrato (a destra), vi é una donna ripresa da un suo celebre disegno,
-  nell'altro (a sinistra) vi sono i suoi due vasi che tanto gli piacevano...

Quale significato avrebbe avuto questo "Pittogramma", ovvero questo gioco di parole in cui il nome "ANNANI" appare leggibile identificando gli alberi delle barche a vela come fossero le aste di lettere dell'alfabeto?

Joackinder ha risolto il "pittogramma":


  
Come vedete, Joackinder ha individuato non uno ma due "pittogrammi" in due opere diverse di Henri Matisse, pertanto si deduce che non é la prima volta che Matisse intraprese un gioco visto che il disegno del "Porto di Tangeri visto da una finestra" é del 1912, antecedente di molti anni al gioco di Hannani (1943).

Ebbene, tutti questi elementi "visuali" ripresi sul dipinto "Annani" sarebbero stati separatamente fotografati da Henri Cartier-Bresson in modo dissimulato, ovvero ripresi come oggetti presenti nella villa di Matisse in modo da rappresentare dei veri e propri indizi per il riconoscimento del gioco !

Ed infatti le cose sembrano essere andate proprio come Joackinder le ha immaginate !

Les pigeons de Matisse.


Le vase de Matisse


La modele Michaela.



Ed a comprova Matisse progettò il gioco :


Gioco di parole dedicato ai fiori 
= gioco dei fiori = jeux de Fleury
= le General Fleury qui avait signé l'armistice avec Bismarck
avec l'empreinte du chevalier du Rois lui donné par Naundorff
le pretendent legitime Louis XVII....


"ANNANI n.1" con il mare piatto !
Aquarelle "Annani" n.1 retrouvée
un autre jeux des mots de fidelité royaliste...



Ora apparendo Joackinder un "magicienne" incantatore e tuttavia essendo, in verità, esclusivamente  un  "cacciatore di tesori d'arte" votato alla lotta contro i falsari, in questa sua veste Egli avrebbe chiesto agli Archivi Matisse una verifica dell'archiviazione del dipinto ANNANI. il quale sarebbe stato erroneamente classificato tra le opere false e le contraffazioni.

La questione che si pone é quindi quella di sapere chi abbia effettuato tale archiviazione tra le opere false, se non la stessa Direttrice degli Archivi Matisse, Madame Wanda de Guébriant, e quali argomentazioni a sostegno o prova della loro falsità Madame de Guébriant avrebbe avvalorato, contrariamete all'ipotesi ed alle prove portate da Joackinder a favore della loro autenticità.

Insomma, perché tanto potere di attribuzione deve essere riconosciuto a Madame de Guébriant la quale ha dimostrato un pregiudizievole parere, per di più del tutto infondato, con azioni di disturbo e di pressione nei confronti della Casa d'Aste Dorotheum a non periziare ed a non attribuire il dipinto "Annani" ad Henri Matisse?

Io credo che Henri Matisse si stia rigirando nella tomba aspettando di incontrare al più presto Madame Wanda de Guébriant.

Joackinder
(Umberto Joackim Barbera - Newtel srl)

Le prove verrebbero pubblicate 
al momento opportuno, 
se Madame Wanda de Guébriant 
ci facesse la cortesia di offrircele.    

( ° - ° )


A T T E N Z I O N E !

Questa ricerca di Joackinder é un esempio di creazione artistica del tutto nuova che ha come fine quello di disorientare il critico d'arte avvezzo ad un approccio metodologico ben diverso, basato non come l'ideazione di Joackinder, creativa ed intuitiva, bensì sull'analisi mnemonica di ciò che il critico abbia davvero studiato, compreso e correlato.

Non vi può essere dialogo costruttivo tra le due metodologie se non vi sia alla fine una comune autenticazione dell'opera.

E' chiaro a tutti che qualora il critico d'arte assuma una opinione diversa, non provata da alcun riscontro, Egli giochi a non riconoscere l'autenticità del dipinto.

( ° - ° )

1 commento:

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    "Bravo Joackinder, continua così!" -> voto: 10/10

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